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VACCINI: SITUAZIONE COVID NON MIGLIORA.

todayMaggio 11, 2021 8

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Situazione covid: l’Italia raggiunge il record: 15 milioni di vaccini anti covid somministrate e presto si arriverà a quella che è stata definita “immunità di gregge”. 

 

Ad oggi il tema “Covid” è ancora argomento di discussione che si evolve sempre di più. Una situazione costante che oscilla tra alti e bassi e a cui si cerca di porre rimedio. 

Un rimedio è arrivato? 

Se prima si parlava della volontà di trovare una cura, un vaccino, adesso è arrivato, ma sono tutti d’accordo? 

A tutti piace questa soluzione? 

è la soluzione giusta? 

O semplicemente rimaniamo diffidenti di fronte a ciò che è nuovo e non ancora si conosce? 

 

I vaccini ci sono ma la situazione non migliora. Perché? 

 

Record vaccinazioni

Procediamo con ordine. In un periodo di disordine sociale, economico e soprattutto sanitario la prima cosa necessaria è stata migliorare le risorse all’interno delle infrastrutture sanitarie. Quando una pandemia colpisce la soluzione più ovvia diventa quella di trovare una cura che si possa poi somministrare a tutti. Un obiettivo che l’Italia, all’indomani del 19 aprile 2021 continua a perseguire con risultati evidenti. 

Infatti secondo quanto riportato da quifinanza.it abbiamo raggiunto il record di vaccinazioni. 

“Siamo passati da 150mila a 350mila vaccinazioni, come spiegato dalla ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini. 15 milioni di somministrazioni, 1 milione solo negli ultimi tre giorni, facendo registrare un’accelerazione proprio mentre il 70% degli italiani, ha sottolineato il ministro della Salute Roberto Speranza, era in zona rossa”.

Vaccinazioni a ritmo serrato.

Vaccinazioni a ritmo serrato seguendo un ordine prestabilito. Si deve dare priorità alle fasce più anziane e alle categorie immuno depresse ovvero a persone che stanno seguendo una cura specifica e che presentano patologie diagnosticate. 

Sembrano esserci buone nuove all’orizzonte, ma nulla di troppo rassicurante. Perché? Perché i contagi rimangono ancora nettamente al di sopra della soglia critica, sia per quanto riguarda l’occupazione in terapia intensiva (39%) sia per le aree mediche (41%).

Anche i dati in calo vanno interpretati con la massima cautela così come spiegato dall’Istituto Superiore della Sanità. Le statistiche rimangono sempre qualcosa di molto attendibile.  

Vax o No Vax?

Ci aspettavamo una risoluzione definitiva dei problemi con il vaccino? Probabilmente sì e il non vederli ha destato del sospetto in quelle persone che si sono dichiarate contro il vaccino. 

Proprio per questo la questione principe di questi mesi è diventata: “vax o no vax”? A quanto pare questa situazione ha generato due correnti oppositive. Da una parte chi è a favore del vaccino e vede in essa la soluzione a questo problema. Dall’altra chi invece lo vede come un pericolo, come qualcosa che possa nuocere all’organismo. Se da una parte si è generata una cieca fiducia, dall’altra si è prodotta una paura estrema verso ciò che non si conosce. 

Ma perché le persone sono arrivate a questo? A scegliere e sostenere che il vaccino sia cosa giusta oppure no? 

Oltre un sesto della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino anti Covid, 4,3 milioni di persone anche il richiamo. Malgrado ciò i morti continuano a esser tanti (venerdì 16 aprile 429, sabato 17 aprile 310), numeri difficili da buttar giù. Questo fatto ha sicuramente alimentato i dissensi. 

Gravi casi con AstraZeneca.

A questo si aggiunge i problemi portati avanti dall’ Astrazeneca. Secondo quanto riportato da ilmeteo.it ci sono state segnalazioni di casi di trombosi in seguito alla somministrazione del vaccino sopra citato. 

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) registra circa il 7% delle segnalazioni gravi con un tasso di 36 eventi gravi ogni 100 mila somministrazioni. Un calcolo valido per i tre vaccini attualmente in circolazione in Italia con quasi 14 milioni di somministrazioni. In particolare, per AstraZeneca in meno di un mese si sono verificati 11 casi di trombosi con 4 decessi. 

L’Aifa ha segnalato 46.237 segnalazioni su un totale di 9.068.349 dosi somministrate, di cui il 92,7% si riferiscono a situazioni non gravi, che si risolvono completamente. Le gravi corrispondono al 7,1% del totale, con un tasso di 36 eventi ogni 100 mila dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (se prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione”. 

 

Si può quindi dedurre come la preoccupazione aumenti in seguito a casi accertati di problematiche post somministrazione del vaccino in questione. Casi verificatisi a distanza di due settimane dalla somministrazione associati ai bassi livelli di piastrine nel sangue. 

 

Andrà tutto bene 

“Andrà tutto bene” ecco cosa abbiamo continuato a ripetere. Siamo arrivati a diventare medici di noi stessi in una situazioni in cui non è possibile farlo. Forse ci spaventano le novità, quelle che non conosciamo e che ci instillano il dubbio del “funzionerà?”. Questo “lo scopriremo solo vivendo“ come diceva Lucio Battisti. 

Quello che è certo è che al momento stiamo sopravvivendo, grazie alle misure di contenimentoPunto focale delle massime restrizioni rimangono sempre le festività che verificano un picco di spostamenti con annessi eventuali affollamenti. 

Situazione covid: restrizioni.

Probabilmente molti non accettano di buon grado queste restrizioni che sono, in ogni caso, costretti a seguire, ma sono sempre necessari. Un vecchio detto diceva “Meglio prevenire che curare” e forse dobbiamo continuare a ricordarcelo. 

Una penisola con semaforo a quattro colori, ecco cosa siamo diventati, ma forse è un modo per regolare il “traffico” e anche se non ci piace dobbiamo farcelo andar bene.

Insomma siamo stanchi è pensare che ci sia il giusto e sbagliato nelle cose quando invece si sta procedendo a tentativi perché è l’unica cosa che si può fare. 

Andrà tutto bene e speriamo che sia davvero così. 

Per rimanere sempre aggiornati visitate il nostro blog.

 

 

Scritto da: admin

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