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GUERRA TRA ISRAELE E HAMAS: DIVERSI OBIETTIVI.

todayMaggio 18, 2021 14

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Situazione di guerra tra Israele e Hamas, un conflitto esteso senza volontà di cessare i fuochi. Un botta e risposta perenne che vede i fuochi costantemente accesi. 

Pioggia di razzi su Gaza con oltre mille di cui 850 intercettati dal sistema di difesa Iron Dome e 200 esplosi nella Striscia, l’esercito di Israele ha risposto con decine e decine di attacchi contro obiettivi di Hamas e della Jihad islamica.  Il consiglio di sicurezza dell’Onu tiene un incontro urgente su richiesta di Tunisia, Norvegia e Cina.

Incontro ONU.  

Un conflitto che desta allarmismi per i membri dell’Onu che si vedono costretti ad un incontro urgente per discutere di questo problema. Il secondo incontro in tre giorni a quanto pare, questo perché il primo si è concluso senza un comunicato congiunto perchè gli Usa ritenevano che commenti pubblici sarebbero stati controproducenti.

Ore di fuoco in cui i soldati israeliani hanno sparato e ucciso un uomo palestinese identificato come Hussein Atiyyeh Titi, 26 anni, durante un raid del campo profughi di Fawwar, a sud della città di Hebron, in Cisgiordania meridionale.

Hamas: “Sparati 15 razzi verso Dimona” 

L’ala militare di Hamas, affermana nel proprio sito di aver appena lanciato 15 razzi in direzione di Dimona. Da parte sua il portavoce militare israeliano riferisce che sirene di allarme sono risuonate nella zona di Beer Sheva. Distanza dalla città di Dimona dove si trova anche la centrale nucleare israeliana) circa 50 chilometri. Beer Sheva dista da gaza circa 40 chilometri. La zona interessata è per lo più desertica, ed abitata da tribù beduine.  

Israele: eliminati alti comandanti Hamas   

Alti comandanti di Hamas sono stati “simultaneamente eliminati a Gaza e Khan Yunis” nel Nord della Striscia. Lo hanno confermato l’esercito e il servizio di sicurezza interno di Israele al termine di “operazione complessa e prima nel suo genere”. “I comandanti – hanno spiegato – sono uomini chiave dello ‘staff generale’ di Hamas e considerati vicini al capo dell’ala militare dell’organizzazione Mohammed Deif”.  

Germania con Israele: “Ha il diritto di difendersi” 

Il governo tedesco “condanna” gli attacchi con i razzi contro le città israeliane. Lo ha detto il portavoce Steffen Seibert in conferenza stampa a Berlino. “Israele ha diritto di difendersi da questi attacchi”, ha aggiunto, affermando che questa “violenza non ha giustificazione” e che colpisce fra l’altro cittadini ebrei come musulmani. Seibert ha definito quelli in corso da due giorni “attacchi terroristici”.

Il disastro continua e i comportamenti bellici si diffondono anche tra i dimostranti arabi. 

I maggiori scontri si sono avuti a Lod, a Ramle, Acco e Jisr az-Zarqa. In particolare a Lod il sindaco ha parlato di ‘Notte dei cristalli’ contro ebrei del posto evocando i pogrom nazisti della Germania del 1938. 

Intanto, sul fronte politico, il leader del partito israeliano Yesh Atid, Yair Lapid, afferma che è corretto andare avanti con i colloqui. Necessaria coalizione di governo con Naftali Bennett perché gli eventi dell’ultima settimana dimostrano che il premier Benjamin Netanyahu deve essere sostituito. Si mostra favorevole alla formazione di un nuovo governo per Hamas, affermando che non farlo sarebbe un premio al terrorismo.

La questione delle famiglie palestinesi di Gerusalemme Est  

Alla base delle violenze la decisione della magistratura israeliana, che dato le circostanze ha rinviato l’udienza. Sulla sorte delle famiglie palestinesi di Gerusalemme Est minacciate di espulsione da parte di un gruppo di coloni ebraici. In particolare l’udienza riguarda quattro famiglie arabe residenti su terreni di proprietà ebraica.

Per il momento il giudice Yitzhak Amit ha ordinato la sospensione degli sfratti, decretati da un tribunale distrettuale. La parte ebraica ha dimostrato che terreni e case vennero perduti durante l’aggressione giordana a Israele del 1948. Le famiglie palestinesi sostengono d’aver ricevuto le case negli anni ’50 dalle autorità giordane che all’epoca controllavano Gerusalemme est. La controversia legale ha alimentato il clima di violenze.

 

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