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DDL Zan: il Vaticano si impone.

todayGiugno 23, 2021 13

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Il mondo della musica insorge contro le prese di posizione del Vaticano sulla proposta di legge del DDL Zan. Fedez, Willie Peyote, Elodie e Paola Turci si sono espressi sui social contro la decisione della Santa Sede di chiedere la modifica del disegno di legge sull’omotransfobia.

DDL Zam: Amici del mondo di Radio cosa sta succedendo? A quanto pare Il Vaticano con tutta la Santa Sede si è opposta alla proposta di legge del DDL Zan. Secondo loro necessita una modifica perché la legge potrebbe compromettere la loro libertà di espressione. 

Di quale espressione stiamo parlando? La chiesa teme che se il ddl Zan diventasse legge, le posizioni palesemente omofobe di alcuni sacerdoti potrebbero essere perseguite come reato. 

DDL Zan: storia del Concordato. 

Ma procediamo con ordine. Per farsi forza sulle loro convinzioni la chiesa pone in essere la presenza di un Concordato. Questo trova la sua nascita nel 1929 con la stipulazione dei Patti Lateranensi, fatti durante il periodo fascita. Ora, questi patti sono stati rivisitati nel 1984 con la riduzione a 14 articoli, per rendere il concordato brave, chiaro e pulito. All’interno dello stesso viene dichiarata la chiesa del Vaticano come uno stato a se. L’Italia torna ad essere uno stato laico e questo implica la scelta facoltativa dell’insegnamento della religione nelle scuole.

Questo arriva a segnare una separazione ancor più netta tra lo stato e la chiesa. D’altra parte si garantiva il loro vivere civile.  

Qual è l’articolo citato dal Vaticano in merito alla contrapposizione al Ddl Zan? Il secondo articolo assicura alla chiesa la piena libertà di svolgere la propria missione pastorale, educativa e caritativa. In particolare assicura alla chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto e di diffusione del messaggio spirituale. 

Ebbene, arriviamo al nocciolo. Questo Ddl Zan limiterebbe la libera espressione di preti omofobi che verrebbe considerata come reato. 

DDL Zan: legge di ulteriore tutela. 

Il DDL Zan nasce per essere una legge contro l’omotransfobia. Una legge che sottolinea quanto la giurisdizione italiana non sia in grado di assolvere al proprio compito. Perché? Perché la legge tutela di base tutti i cittadini. Tutti. A quanto pare in questo “tutti” alcuni non sono compresi ed è stata necessaria una legge apposita. Con questa legge tante persone sarebbero tutelate, e la tutela implica anche il divieto di un pensiero verbale esplicitamente omofobo. 

Perché una legge che tutela queste persone può essere rispettata dai cittadini e dalla chiesa no? Una legge che nasce e dovrebbe nascere per tutelare le persone contro l’omotransfobia, viene rifiutata dalla chiesa. 

Un’istituzione che si fa forte sulle parole di un testo scritto che professa che siamo tutti quanti uguali agli occhi di Dio. Ma se un prete vuole essere omofobo e dirlo a voce alta deve poterlo fare senza essere penalmente perseguito. 

Se il diritto diritto di espressione sottolinea una libertà dovuta al cittadino e al religioso, c’è da dire che la nostra libertà finisce dove inizia quella di un’altro. Questo vuol dire che con le mie parole non posso nuocere l’incolumità e la libertà di un altro individuo. Cosa che la chiesa andrebbe a fare imponendo la modifica di una legge come questa. 

DDLZan: il mondo della musica si scaglia contro il Vaticano. 

Il tutto non è stato gradito da alcuni artisti che hanno reagito sui social. Alcuni si sono lasciati andare a pesanti battute, altri hanno ricordato pendenze verso lo stato italiano. Altri hanno consigliato di sbattersene. 

Willie Peyote, per esempio, su Twitter ha scritto: «Le preghiere non funzionano ma le bestemmie sì. Amen. #vaticano #vaticani».

Fedez, con vene satirica, ha rinfacciato le tasse non pagate allo Stato italiano relative agli immobili della Chiesa. «Riassumendo: il Vaticano che ha un debito stimato di 5 miliardi di euro su tasse immobiliari mai pagate dal 2005 ad oggi per le strutture a fini COMMERCIALI dice all’Italia “guarda che con il DDL Zan stai violando il #Concordato”».

Più moderata Paola Turci, che ha segnalato una incongruenza sul rispetto dei diritti.«Le persone sono tutte uguali di fronte a Dio ma non per il Vaticano, che si oppone a una proposta di legge per fermare chi discrimina. Complimenti. #DDLZan».

Mentre Elodie, propone riferimenti indiretti.  «Oggi un ringraziamento speciale va ai miei genitori che non mi hanno battezzata. Grazie».

Queste sono le parole degli artisti riportate su rollingstone.it

DDL Zan: piccola riflessione conclusiva.

Terminiamo con una riflessione. Si parla della libertà di espressione, dove espressione non è solo quello che si dice, ma anche ciò che si è. Ora, se io con le mie parole rafforzo l’omotransfobia, sto limitando la libertà di espressione di persone che si rispecchiano in tale “gruppo”. E’ giusto? Davvero non siamo uguali? Tutti abbiamo il diritto di essere liberi. Non siamo in uno stato dittatoriale, non siamo in uno stato cattolico. Siamo in uno stato laico dove la chiesa non dovrebbe mettere bocca su delle scelte prettamente politiche. Perché? Perché quando si tratta di processare preti accusati di pedofilia, il vaticano si processa da solo. Ma quando si tratta di tutelare il diritto di pochi per proteggere la loro incolumità allora possono parlare. Perché ? Perché se un prete è omofobo e vuole dirlo a gran voce deve poterlo fare. 

Parole forti portate avanti dai grandi della musica, come da molti altri. Voi che ne pensate? 

Per oggi è tutto ma continuate a seguire la nostra Radio dell’intrattenimento, per notizie sempre nuove. 

Scritto da: admin

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